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Ad occhi aperti

La pittura di Avner (Piero) Calò

Ad occhi aperti

Avner (Piero) Calò è nato in Svizzera dove i suoi genitori erano riparati per sfuggire alle persecuzioni razziali. Rientrato in Italia con la famiglia nel 1945, ha vissuto a Firenze fino ai dodici anni, poi a Torino e a Milano. Nel 1968, ha fatto l’Alia’ al Kibbutz Maagan Michael ed ha completato gli studi alla scuola d’arte nel villaggio di Ein Hod. Tra i suoi maestri Ora e Yosef Shaltiel, Clare Yaniv e Yohanan Simon; senza trascurare l’influenza di Marcel Janco sui suoi primi lavori. Ma gli insegnanti dai quali ha appreso l’arte del colore, per lui fondamentale, sono stati Shmuel Rayoni e Shmuel Bone’. La pittura ha avuto per quarant’anni un ruolo centrale nella vita di Calò, affiancandosi al lavoro in kibbutz, alla crescita dei figli e nipoti in mezzo alla splendida natura di Maagan Michael. Calò condivide quanto affermato da Leah Goldberg: ” Esistono nel mondo molte cose belle: alberi fiori persone e panorami e chi ha occhi aperti vede ogni giorno almeno cento cose meravigliose…” . E’ per questo che il colore è alla base di ciascuna delle tele esposte. E’ significativo che il pittore affermi : “Anche dopo la tragica perdita di mio figlio Naor, lascio sempre in ogni dipinto una traccia colorata di ottimismo”.

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