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Un’anima divisa in due

Il cinema di Silvio Soldini

Inserire qui il sottotitolo 2 dell’evento (italiano)

Silvio Soldini (Milano, 1958) si è affermato con opere che si distinguono per una formidabile concisione e icasticità cinematografica e per un forte interesse per l’indagine sociale e l’esplorazione di tematiche che sono al centro del disagio delle metropoli, delle relazioni personali. Questo è particolarmente vero per “Un’anima divisa in due”, del 1993, il secondo film di Soldini presentato in concorso a Venezia, in cui il protagonista, Fabrizio Bentivoglio, si aggiudicò la Coppa Volpi quale miglior attore protagonista. E vale anche per “L’aria serena dell’ovest” (1989), il suo primo lungometraggio. Presentato, a Locarno nella selezione ufficiale, ottiene importanti riconoscimenti affermandosi come uno tra i film più rappresentativi di quella tendenza alla rinascita che fu chiamata Nuovo Cinema Italiano.
In Soldini vige una concezione del cinema come lente che legge la vita, con un tocco leggero e uno stile originale innervati da una inquietudine artistica e una tensione morale, che sono caratteristiche difficile da trovare in così forti dosi nei suoi colleghi.

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